Chado - La cerimonia del tè

Chado"Bisogna sapere che la Cha-no-yu e' soltanto scaldare acqua, preparare il tè e berlo" (Maestro Sen Sen no Rikyu).

La Cerimonia Del Te' e'una forma di Qigong/Zazen che porta alla presa di coscienza del proprio essere, attraverso il lavoro di respirazione si acquisisce uno stato di Tranquillita' , un equilibrio mentale e fisico che coinvolge sia l'Ospite che l'Officiante.

Per il popolo Giapponese la Cerimonia del Tè (ma molto meglio e' parlare di CHADO, ossia Via del Te') rappresenta un concentrato della loro cultura millenaria, un vero e proprio stile di vita.

E' un rito che trova la sua origine nel sud della Cina. Poi, come e' accaduto per diverse arti interne, e' stato "accolto" in Giappone dove e' stato rielaborato in una ricerca di perfezione estetica e dove ha trovato una grande diffusione. In Cina, questa "schiuma di liquida giada", come veniva allora definita, e quindi la pianta del te' era molto conosciuta per le sue proprieta' terapeutiche e stimolanti della concentrazione: i monaci buddisti la utilizzavano durante le loro lunghe meditazioni e seguivano un rito per bere da un'unica coppa davanti all'immagine di Bodhidharma. Durante la dinastia Sung (960-1280 ca.) ci fu un grosso impulso sia nella coltivazione e nella diffusione della pianta del te' che nella produzione di oggetti di fattura pregevole con i quali veniva servito il te'. Risale a questo periodo il metodo di macinatura delle foglie che poi venivano utilizzate disciolte in acqua bollente e sbattute con un piccolo frustino di bambu' Furono quindi i monaci dei monasteri buddisti che elaborarono un vero e proprio rituale del te' comunitario che poi fu trasmesso anche in Giappone con la diffusione in questo paese dello Zen. In Giappone comparve all'inizio del IX secolo quando il monaco buddista Saicho, fondatore della scuola Tendai lo riporto' da un periodo trascorso in Cina. Ma fu piu' tardi il monaco Eisai (1141-1215) fondatore del buddismo Zen Rinzai a spingere la sua diffusione in Giappone, a tal punto che per primo scrisse alcuni principi da seguire nei monasteri per servire il te' durante le meditazioni. Scrisse anche un libro diventato famoso "Kissa Yojoki" (-Come rimanere sani bevendo il te') che tratta delle proprieta' terapeutiche del te' Il rito si diffuse dai monasteri all'aristocrazia, alla corte imperiale e tra i guerrieri del tempo: i samurai, che lo adottarono come momento di pace e di purificazione prima di affrontare la battaglia. Attraverso i Samurai venne infine trasmesso a tutta la popolazione diventando parte integrante del pensiero e della cultura giapponese. Il rito del te' in questo periodo si arricchi' di oggetti preziosi e divenne un modo di affermazione del proprio rango sociale. Dobbiamo arrivare al Maestro Sen no Rikyu (1522-1591) per trovare l'essenzialita' che caratterizza questo rito, sia nei gesti che nei "dogu" utilizzati. Questo grande Maestro di Cerimonia del Te' codifico' e defini' nel piu' piccolo particolare lo svolgimento del rito ed ancora oggi la Cerimonia praticata e' sostanzialmente la stessa (il Giappone ha spesso svolto questa funzione di "museo" , conservando e portando fino ai giorni nostri delle pratiche antichissime). Per arrivare alla stanza del te' gli ospiti devono percorrere un sentiero punteggiato da pietre basse: il Roji simboleggia il primo stadio della meditazione, un vero e proprio allontanamento dal mondo esterno, con il quale l'ospite e' invitato a lasciare la propria vita, i propri pensieri, fuori da quel luogo. Attraverso una piccola porta, che costringe l'ospite a piegarsi ed a lasciare gli oggetti ingombranti fuori (come ad esempio le spade), si entra nella Stanza del te'. La semplicita' della Stanza del Te' ("Dimora del Vuoto"; "Dimora dell'Assimmetria") e' ispirata al modello dei monasteri Zen, ed insieme a tutti gli oggetti che vengono utilizzati sono un vero e proprio riflesso della dottrina Zen. Le sue dimensioni sono tradizionalmente di quattro tatami e mezzo, quindi destinata ad accogliere poche persone, generalmente tre o cinque. La Stanza del Te' e' preparata in modo da suscitare negli ospiti serenita' pace interiore, la sensazione di trovarsi in un luogo unico, dove avverra' un momento unico, che non si ripetera' mai piu' Dopo aver ammirato e reso omaggio alla pittura o scrittura e alla composizione floreale preparata dall'officiante, l'ospite prende posto. Il rito ha luogo con movimenti misurati e codificati, l'ospite e l'officiante si muovono rispettando regole antichissime ed essenziali, ma tutte con un significato profondo. Lo spirito del CHADO e' quello di dare la maggiore attenzione all'ospite (cioe' Armonia verso il prossimo); l'estrema cura portata nell'esecuzione della Cerimonia fa si' che ogni gesto viene eseguito rispettando gli oggetti usati (cioe' Rispetto per la Vita); soffermarsi su come si prendono gli oggetti, con il ritmo giusto, osservando, usandoli con la massima disponibilita' significa concentrarsi sul momento presente: tutto vibra di Purezza, energia vitale, dono della vita. L'Officiante tenta di trasmettere come dono all'ospite un collegamento tra la sua vita e l'equilibrio cosmico che governa tutte le cose.

"Far scendere dentro il regno del Cuore la Cha-no-yu, e non vedere più con gli occhi, e non ascoltare più con le orecchie" Waka del Maestro Sen no Rikyu

"Oggi piu' che mai sentiamo il bisogno della Stanza del Te" Okakuro Kakuzo - Il libro del Te'

DAI NIHON CHADO GAKKAI è il nome della nostra scuola di CHADO che ha sede a Tokyo ed e' stata fondata dal Maestro Tanaka Sensho.

 

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Ming Dao